Il Bangladesh è il secondo produttore di vestiti al mondo. Qui gli abiti vengono prodotti senza rispetto per i lavoratori e per l’ambiente e vengono realizzati in quantità enormi per soddisfare la richiesta dei paesi occidentali.
I capi provenienti dal Bangladesh rispettano i canoni della fast fashion: sono di bassa qualità e costano poco. Accontentano perciò le richieste di una società consumista che desidera sempre cose nuove ma non è disposta a pagarle a un prezzo giusto. Così si crea un circolo per cui le aziende producono quantità enormi di indumenti di scarsa qualità (la cui vita sarà sicuramente limitata), senza badare al rispetto delle condizioni di lavoro.
L’impatto ambientale
Le aziende di indumenti in Bangladesh posseggono i filtri per poter depurare l’acqua (contaminata) in uscita, ma non li applicano perché i costi di applicazione sono estremamente elevati. Insomma le industrie dispongono dei filtri per rispettare la legge, ma la legge non prevede che questi vengano anche messi in uso e così le fabbriche non li impiegano perché non conviene economicamente.
Il problema maggiore è rappresentato dagli scarichi delle concerie: le acque di scarto sono colme di veleni e di metalli (come il cromo) che finiscono direttamente nei fiumi, inquinandoli e distruggendo interi ecosistemi e rendendo alcune zone invivibili.

L’impatto ambientale riguarda anche la vita degli uomini e delle donne del posto: molti contadini sono costretti a vendere le terre, non più fertili a causa delle contaminazioni, alle aziende; incrementando la terribile macchina della fast fashion.
Il crollo del Rana Plaza
il 24 aprile 2013 vi fu il famoso crollo del Rana Plaza (edificio commerciale di otto piani situato a Savar). Si trattò di un’immane tragedia: 1138 morti e più di 2000 persone gravemente ferite. L’edificio presentava delle profonde crepe già da qualche tempo di conseguenza erano stati fatti evacuare tutti, tranne i lavoratori delle cinque aziende tessili che il Rana Plaza ospitava; loro erano stati obbligati a rimanere e a lavorare attraverso il ricatto: o continuavano a produrre o sarebbero stati licenziati. Così la maggior parte di loro fu vittima del cedimento strutturale.